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 Oggetto del messaggio: Equalizzatore
MessaggioInviato: 07/07/2008, 19:34 
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Iscritto il: 06/04/2008, 11:53
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Imparare ad usare un equalizzatore è una cosa veramente dfficle e lunga, che richiede anni di allenamento e di esperienza; iniziamo evidenziando la posizione nella chain: va dopo il PRE e prima del COMP, così da avere meno rumore e + possibilità timbriche;

Obiettivi nell'uso dell'EQ:

1. rendere il suono degli strumenti più chiaro e definito
2. rendere il suono complessivo del mix corposo
3. fare in modo che tutti gli elementi del mix (tracce) si incastrino al meglio e che ogni strumento abbia la sua giusta collocazione nello spettro delle frequenze.


PROECEDIMENTO e consigli

1. non esiste un equalizzatore universale
2. Taglia se vuoi migliorare il suono piuttosto che incentivarle, ciò perchè così hai meno possibilità di "rovinare" il suono. L'orecchio umano generalmente preferisce l’addizione perché avverte più volume, e questo illude psico-acusticamente (non a caso la musica ad alto volume coinvolge di più). Meglio fare diversi presets, sia in addizione che in sottrazione, portarli prima di tutto allo stesso volume e quindi prendere una decisione.
3. per le basse frequenze uso bande di equalizzazione piu' strette, per equalizzare le alte uso bande piu' larghe
4. L’intervento deve essere leggero, solo correttivo. Se lo utilizziamo x correggere drasticamente il suono dell'amplificatore che non ci soddisfa, commettiamo un grave errore, perché non saremo mai soddisfatti.
5. Evita di innalzare troppo 1 singola banda (tranne in rari casi e con bande che comprendono range molto piccoli), che nella maggior parte delle volte porta a distorsioni sgradevoli.
6. Frequenti Pause. Quando equalizzate fate molte pause, specialmente se state lavorando ad alto volume. Il nostro orecchio si difende naturalmente dai rumori e dalle frequenze che lo disturbano diventando leggermente insensibile, sordo. E' il classico caso dove dopo un'ora di equalizzazione ininterrotta fai una pausa e quando ritorni ad ascoltare quello che hai fatto ti chiedi: "Ma come è possibile?" Semplice, non avevi le stesse orecchie!
7. Comparate il suono creato con l’originale x capire che direzione state prendendo.
8. Rifinire sul Mix Rifinite sempre l’equalizzazione sul sound generale della band, della base o qualsiasi tipo di accompagnamento con il quale suonate. Non state ad impazzire sul suono singolo, potrebbe essere tempo sprecato. Quando sentite che è OK, passate ad altro, non cercate la perfezione. Nella maggior parte dei casi un suono fatto in casa non rende alla stessa maniera quando lo si accoppia ad altri strumenti o altri ambienti. Meglio rifinire con delle correzioni effettuate “sul posto”.
9. Enfatizza se vuoi dare personalità al suono, ma non puoi enfatizzare nulla che non sia in primo piano


Frequenze sulle quali agire per risolvere sonorità spiacevoli:

Sub bass - frequenze da 16Hz e 60Hz. Sono frequenze perlopiù "percepite" e non realmente "ascoltate", e danno alla musica il senso di potenza. Una eccessiva enfatizzazione di queste frequenze rende il suono opaco.
Bass - frequenze da 60Hz a 250Hz. Queste frequenze coprono praticamente l'intera sezione ritmica del brano, quindi intervenire su queste frequenze significa rendere il brano "debole" o "potente". L'eccessiva enfatizzazione di queste frequenze rende il suono rimbombante. Il rimbombo (boominess) inizia infatti intorno ai 150-180hz; prova 1 eq –dopo l’amp- tagliando -4 db con Q a 2 o 4;
Low mids - frequenze da 250Hz a 2000Hz. Contengono le armoniche basse di quasi tutti gli strumenti. Enfatizzare le frequenze da 500Hz a 1000Hz può far sembrare il suono troppo squillante, mentre l'enfatizzazione delle frequenze da 1000Hz a 2000Hz rende il suono sottile. Un eccesso di enfasi in questa gamma di frequenza può rendere l'ascolto dell'intero brano faticoso.
High mids - frequenze da 2000Hz a 4000Hz. Una eccessiva enfatizzazione di queste frequenze può creare un impasto delle labiali (m, b, v) nelle tracce vocali, mentre una enfatizzazione sui 3000Hz può creare fatica nell'ascolto del brano. Spesso smussare attorno ai 3000Hz sulla base ed enfatizzare le medesime frequenze sulle tracce vocali, ci consente di mettere in evidenza il cantato senza dover intervenire sui livelli degli strumenti. Boostare i medi con l’Eq: dato che i pedali boss sono già molto mediosi fa solo così: x i Lo-Mid e Hi-mid: Freq: 5-6,3 Khz (meglio 5); Q =16 al max; -10 dB (ma vedi il tuo singolo caso);
Presence - frequenze da 4000Hz a 6000Hz. Queste frequenze sono responsabili della definizione e della chiarezza del suono. Enfatizzare queste frequenze ci consente di rendere il suono più vicino all'ascoltatore, mentre limare i 5000Hz rende il nostro mix più distante e trasparente.
Brilliance - frequenze da 6000Hz a 16000Hz. Queste frequenze controllano la brillantezza e la chiarezza del suono complessivo. Eccessive enfatizzazioni possono produrre "sibilanti" sulle parti vocali.

QUINDI:

X il basso: boosta 100 Hz X un pick attack: 1-2 k X ronzio (dist): 7k
X un sound caldo: 250 Hz X un taglio: 3-4 k X chiarezza e “caduta di corde” (string decay): 10k
X un sound corposo: 500 Hz X presence: 5k x rimuovere la “torbidosità”: cut 200 Hz
X rimuovere l’asprezza, ruvidezza: cut 1-3 k

Chitarra Inscatolata. Taglia intorno ai 200Hz.
Chitarra Aspra, Tagliente. Tagliate nella regione intorno agli 1kHz.
Aggiungere Mordente. Cercate nella zona che va dai 1.5 kHz ai 4kHz.
Migliorare la definizione, la Presenza. Lavorate dai 6kHz ai 10kHz.
Ridurre rumori e Ronzii. Applicate un taglio sui 50Hz e 100Hz con un parametrico regolando una campana molto stretta.
Se suona opaco, taglia a 250Hz Se suona squillante, taglia a 500Hz


Suono + chiaro e definito

Certe volte, nonostante gli strumenti siano stati registrati in maniera corretta, il suono risulta essere privo di vita e poco definito. Spesso la causa è un eccesso di low mids fra 400Hz e 800Hz che crea un effetto di "inscatolamento" del suono. E allora:

1. liv dell’EQ a -8/-10db;
2. muoviamo il selettore di frequenza fino a che non troviamo una frequenza in cui abbiamo il livello minimo di "effetto scatola" e la massima definizione del suono.
3. aggiustiamo il livello di enfasi della frequenza facendo attenzione a non eccedere in quanto si rischia di rendere il suono troppo sottile.
4. aggiungiamo un pochino di presenza (se necessario) enfatizzando (1/2db) le alte frequenze (5000Hz - 6000Hz)
5. aggiungiamo un po' di aria al suono enfatizzando le "brilliance" (10.000Hz - 15000Hz)


Suono + corposo

Il corpo, tipicamente, è dato dall'aggiunta di frequenze "bass" e "sub bass" nella gamma che va da 40Hz a 250Hz. Quindi:

1. liv dell’EQ a 8/10db
2. muoviamo il selettore nelle frequenze basse fino a che non troviamo una frequenza in cui sentiamo un buon livello di pienezza e corpo.
3. aggiustiamo il livello di enfasi della frequenza facendo attenzione a non eccedere in quanto si rischia di rendere il suono troppo opaco o rimbombante.
4. selezioniamo una frequenza che sia la metà o il doppio della frequenza identificata nel punto 2 ed enfatizziamo leggermente (1/2db). Ad es.: 2 è 120Hz, enfatizzo a 60db oppure 2 è 50Hz, enfatizzo a 100Hz.
Ricordiamoci sempre una regola importante: meno gli strumenti presenti nel mix, maggiore è la corposità che possiamo dar loro.



Il metodo di intervento di un equalizzatore varia a seconda del fatto che sia Attivo o Passivo.

Equalizzatori Attivi: Amplificano o attenuano la frequenza selezionata. Quando desideriamo udire maggiormente la frequenza dei 500Hz, aumentiamo sull’equalizzatore il valore corrispondente. In questo caso un equalizzatore attivo non farà altro che alzare il volume dei soli 500Hz. Come conseguenza avremo più volume di prima.
Equalizzatori passivi: dei filtri che limitano il passaggio della frequenza sulla quale sono impostati, a differenza di quelli attivi, non amplificano nulla, il loro compito è solo quello di opporsi al passaggio della frequenza sulla quale sono tarati. Ecco come:
• Al valore "0" corrisponde la massima opposizione (il filtro è chiuso)
• Al valore "10" corrisponde il suo disinserimento, neutralità (il filtro è aperto).
E' il classico caso dei toni presenti sulla maggior parte degli amplificatori valvolari. In questi, quando ruotiamo verso destra il potenziometro dei toni medi (o qualsiasi altro tono) non aumentiamo le frequenze medie (sorpresi vero?), ma facciamo in modo che questo filtro si opponga di meno al loro passaggio: lo stiamo aprendo insomma. Al valore massimo, cioè “10”, questo si aprirà completamente lasciando passare la vera natura dei medi dell'amplificatore. Ecco spiegato il motivo per cui molti amanti del valvolare infilano il jack, mettono tutto a "paletta" e suonano. Solo così hanno il suono puro della sezione amplificatrice. Lo stesso dicasi per il potenziometro dei toni sulla chitarra. Se lo chiudiamo i toni acuti non passano più, ma se lo lasciamo aperto (a 10) ecco che passa la vera natura dello strumento.

E' anche molto utile per limitare il feedback: spesso basta individuare la frequenza alla quale si sviluppa il "fischio" per risolvere il problema, abbassando il livello di quella stessa frequenza particolare.


Tipi di equalizzatori: grafici e parametrici

Equalizzatori Grafici: ogni controllo opera su 1 specifica frequenza decisa dalla casa costruttrice.
Es.: ammettiamo di avere 10 controlli a nostra disposizione, ognuno di questi corrisponderà ad una banda precisa. L'equalizzatore sarà detto a 10 bande. Supponiamo di voler "scavare" il corpo del suono dai 200Hz ai 2kHz (ovvero 2000Hz perché 1kHz corrisponde a 1000Hz). Semplicemente diminuiamo i controlli corrispondenti ai valori desiderati. Ora vogliamo aggiungere + bassi e acuti? Con un grafico è facile: la semplicità è uno dei suoi punti forti. Questa è una classica equalizzazione a "V" che viene spesso utilizzata per i suoni distorti.

Ciò che contraddistingue un equalizzatore grafico: le frequenze sulle quali è possibile lavorare sono fisse. La casa produttrice le stabilisce. Infatti se voglio sentire di più i 70 Hz ma non disponiamo dei controlli di 20Hz, 50Hz, 100Hz ecc. ci dovremo accontentare della banda più vicina, in questo caso i 50Hz.

Nota: quando operiamo su una frequenza con un equalizzatore grafico in realtà andiamo ad agire in maniera minore e graduale sulle frequenze accanto. Esempio: incrementiamo i 5 kHz di 15 dB; anche i 2kHz e i 10 kHz sono stati inevitabilmente incrementati di 6 dB .Questa situazione, detta Campana o Q o Bandwidht, è regolabile nei soli equalizzatori parametrici, mentre nei grafici è fissa e perciò non modificabile.


Equalizzatori Parametrici: Un approccio molto più flessibile è offerto dagli equalizzatori parametrici. Con questi siamo noi a selezionare la frequenza sulla quale lavorare, quanto farla sentire (o non) e decidere in che misura influenzare le frequenze che stanno accanto a quella selezionata. I controlli possono riportare diverse nomenclature, ma vediamo qui quelle più ricorrenti:
• Frequency: permette di selezionare la frequenza che sarà successivamente tagliata o enfatizzata con il controllo Level.
• Level: permette di tagliare o enfatizzare la frequenza selezionata con il controllo Frequency
• Q: determina quanto larga o quanto stretta dovrà essere la banda passante. Ovvero quanto influenzare la frequenza accanto a quella selezionata. Una banda passante stretta incrementa o taglia le frequenze estremamente vicine a quella selezionata: una banda passante larga influisce anche sulle frequenze accanto a quella selezionata.
Es. la nostra chitarra elettrica amplificata ad alti volumi causa una risonanza fastidiosa identificata sui 450 Hz. Eliminiamola in 3 step!
• 1) Sintonizziamo l'equalizzatore sui 450Hz con il controllo Frequency (i nomi sul vostro eq. potrebbero anche essere diversi).
• 2) Ora, per ridurre questa fastidiosa frequenza, applichiamo dei valori negativi al controllo Level. Operazione denominata “in sottrazione
• 3) Infine, regoliamo una banda passante (Q) piuttosto stretta per addomesticare la fastidiosa risonanza senza influire negativamente sul resto del suono.


Una parola va spesa anche per gli equalizzatori tipo "pedalino". Sono costruiti per essere collegati prima dell'amplificatore, non dopo, non nel send-return, perché essendo pedalini non operano con il segnale di linea che questi tipi di interfacciamento prediligono. Se posti prima dell'amplificatore offrono la possibilità di ricreare la potentissima equalizzazione pre-saturazione.
Interveniamo praticante sull'equalizzazione: aumentiamo di 15db le frequenze che vanno da 500hz a 1Khz (sugli equalizzatori grafici basta "tirare su" i rispettivi cursori, su quelli parametrici portare al massimo valore positivo Level. Esempio +15).

All'improvviso il nostro suono Crunch si sarà trasformato in Lead, ottimo per assoli. Proviamo l'operazione contraria sottraendo con la stessa intensità le stesse frequenze (sugli equalizzatori grafici sarà sufficiente "tirare giù" i rispettivi cursori, su quelli parametrici portare al massimo valore negativo Level. Esempio -15).

Molto valida è altresì la scelta di inserire un Boost/Attenuator direttamente sulla chitarra e dedicato a specifiche frequenze. Attenzione: nell'utilizzo di questo metodo per creare più guadagno, non impiegate la stessa sensibilità in ingresso (gain) del preamplificatore che usereste normalmente, ma abbassatela leggermente."



Come regolare un Equalizzatore Paramentrico in 3 step:

• 1. Agire sul Q. Settate questo controllo nella sua posizione centrale prima che tutte le altre regolazioni vengano fatte.
• 2. Boost del Q. Portate il controllo di Boost o Level al massimo valore. Il motivo è che stiamo cercando una frequenza ed é più facile trovarla se la sentiamo enfatizzata così tanto, anche se la soluzione finale sarà quella di eliminarla.
• 3 Trovare la Frequenza Giusta. Cercate con il controllo Frequency la frequenza che vi interessa.
• 4. Una volta trovata la frequenza applicate il Cut o Boost che desiderate con il controllo Level. Infine allargate o stringete la campana con il controllo Q.


"Trovare" le frequenze
Come si fa ad individuare una particolare frequenza? Diciamo subito che avete bisogno di un equalizzatore parametrico per poter agire. Quando un equalizzatore parametrico non dispone del controllo di Q, allora viene detto "semi-parametrico".

Andiamo nella sezione dei medi del nostro equalizzatore e mettiamo il controllo della largezza di banda (Q) al valore più basso possibile, ossia in modo che l'equalizzazione che stiamo andando ad operare interessi la porzione minore possibile di spettro. Ora alziamo al massimo il controllo del gain e muoviamoci abbastanza lentamente con il controllo della frequenza. Quando sentiremo altissima la frequenza che ci dà fastidio (e se ci dà fastidio, state sicuri che sarà molto evidente nel momento in cui la troviamo) allora abbassiamo immediatamente il gain realizzando il taglio di cui abbiamo bisogno. A questo punto possiamo anche decidere se vogliamo allargare la campana o se preferiamo lasciarla al minimo.

Taglio dei bassi: nelle situazioni live, una follia in studio durante una registrazione, è un taglio sotto i 40 Hz; dal vivo aiuta a ridurre eventuali rumori sul palco, riduce l'effetto di "rimbombo" che può essere causato dalle frequenze del basso e della cassa, aumenterà l'headroom degli amplificatori e in generale farà suonare il mix complessivamente più "pulito".
Allo stesso modo, molti strumenti che hanno un'estensione media o medio alta (microfoni per voci o fiati, chitarre, tastiere) possono subire un taglio delle frequenze basse senza alcuna perdita direttamente sul canale. Questo taglio può essere realizzato sui 75-100 Hz.


Chitarra elettrica: in genere i chitarristi abituati a suonare a casa sul proprio amplificatori a volumi relativamente bassi, amano utilizzare un'equalizzazione che presenta bassi profondi e medio-alti in abbondanza che danno presenza agli assoli. I medi in genere vengono lasciati come sono o leggermente tagliati.
Questa equalizzazione può andare benissimo a casa, o in situazioni in cui il chitarrista stia tenendo la scena da solo, ma darà pessimi risultati in tutte le situazioni in cui il suono della chitarra vada incluso in un mix.
In realtà la chitarra è il più tipico degli strumenti mid-range, quindi date importanza ai medi della chitarra e se non riuscite a farli stare nel mix, allora cercate di capire su quale altro strumento è possibile tagliarne un po'.
Consigli più mirati sono difficili perchè il suono della chitarra elettrica dipende da tanti di quei fattori (chitarra, ampli, effetti, etc) che è impossibile prevedere cosa uscirà dalle mani del chitarrista e dalla sua strumentazione.
Qualche frequenza da tenere in considerazione: 750 Hz, 1 kHz, 3 kHz, 5 kHz, 8 kHz, 10 kHz sono tutti possibili candidati per un boost. Se invece sentite il suono un po' troppo "ruvido", provate a fare un taglio tra i 250 Hz e i 500 Hz.


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 Oggetto del messaggio: Re: Equalizzatore
MessaggioInviato: 17/03/2010, 10:39 
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Iscritto il: 24/03/2008, 0:21
Messaggi: 282
Località: napoli
Ciao a tutti,
sempre in tema di frequenze ed equalizzazioni, sul sito di Donato Begotti (http://www.donatobegotti.com) ho trovato un articolo molto interessante. Vi posto alcune immagini riassuntive dello stesso e vi consiglio cmq di leggerlo per intero perchè l'ho trovato molto interessante, come tutte le pubblicazioni di Donato. (Link dell'articolo originale)










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